30 settembre 2012

THE GREAT di Andrea Pazienza

THE GREAT

di Andrea PazienzaPrimo Carnera - 1988

Raccolta postuma delle opere di Pazienza realizzata dai suoi amici di Frigidaire con le opere che il Maestro aveva fatto per la rivista.
Sono le ultime cosine che il Paz ha fatto prima di andarsene, ci danno quell'Andrea un po' più maturo e serio, meno dissacrante, il lato accigliato dell'Andrea Pazienza, quello che ancor oggi ci fa riflettere. Leggilo Tutto

Il volume contiene:
Studia
Se vuoi sangue lo avrai
The Great Pazienza Swindle
L'investigatore Senza Nome. Un caso elementare
Devo dire
Senza Titolo
Adz'Vavom
Massimo Zanardi l'inesistente
Costa Turca
E gli hamburger
Tràs
Neve neve sull'Italia
Mafia
Lo specchio dei tempi
Cagate 80

29 settembre 2012

PRIMO CARNERA di Filippo Scozzari

PRIMO CARNERA

di Filippo Scozzari
Primo Carnera - 1982


Non soma mai riuscito a sapere cosa ci trovassero Vincenzo Sparagna e Filippo Scozzari in Primo Carnera, tanto da usare il nome per la casa editrice e per questo strano, assurdo personaggio dei comics.
Il nome Primo Carnera evoca sicuramente italianità da tutti i pori, forse era questo che Scozzari cercava, in quegli anni in cui, lo stivale si rendeva finalmente conto che il made in Italy era divenuto un brand di pregio e di prestigio.
Ed ecco che Scozzari si inventa questo personaggio, un po' Marconi, un po' D'Annunzio, che esprime sicuramente un'italianità latina, forse un po' (ma anche senza po') ambigua, ma certamente italianità.
Grande esteta, inventore raffinato, amante insanziabile, Primo Carnera, vive in un mondo in eterna competizione e incapace di gustarsi l'estetica e la bellezza dei gesti quotidiani. Il personaggio uscì per la prima volta nelle pagine del secondo numero di Cannibale nel 1978. Una biografia

Nel volume ci trovi:
Amami Primo
Grande incontro tra due campioni
Primo Carnera e la gara di squisitezza
Cercando Yesu
Addio agli amici

27 settembre 2012

MUSCLES di Stefano Tamburini

MUSCLES
di Stefano Tamburini
Primo Carnera - 1984

Questo della Primo Carnera non è proprio un volume di fumetti, è un portfolio, una sorta di opara-omnia del geniale creatore di Ranxerox e, se vogliamo, ancor più geniale art director di Frigidaire per la quale ha creato grafiche uniche nel loro genere.

Stafano Tamburini, morto giovane nel 1986, ha percorso tutta l'epopea d'oro di Cannibale e Frigidaire, dando la sua personalissima impronta a quel periodo, anzi, quel periodo è riconoscibile proprio grazie agli impianti e allo stile grafico che il Tamburini ha saputo creare.

Muscles raccoglie i lavori per Frigidaire realizzati nel periodo 1980-1984, tra cui le preziosissime avventure di Snake Agent, credo uno dei pochi esempi di XeroArt applicata al fumetto, comunque è l'unico che io conosca.
Leggi Questo

26 settembre 2012

SQUEAK THE MOUSE di Massimo Mattioli

SQUEAK THE MOUSE

di Massimo MattioliPrimo Carnera - 1982

Avete presente Fichetto & Grattachecca? Bene, stessa cosa. Solo che Squeak The Mouse è apparso per la prima volta sulle pagine di Frigidaire nel 1980; questo volume raccoglie appunto quegli episodi.

Dalla copertina puoi ben immaginare di cosa trattano le storielline raccolte, tutte rigorosamente mute, ma Massimo Mattioli non si limita agli effetti splatter, mica fa letteratura per tredicenni, si porta oltre fino ad inserire l'impronunciabile sesso, con tanto di atti immorali e contronatura...Oddio!!! Ancor oggi fa un certo effetto vedere questi simpatici cartoon copulare come ricci.

Attorno a questo volume ruota una leggenda metropolitana, nel senso che non so se è storia vera, che vuole Mattioli vs Groening appunto per i Fichetto vs Grattachecca presenti sui Simpson.

La seconda leggenda, riguarda il fatto che, nello stesso periodo in cui Mattioli realizzava per Frigidaire il Squeak the Mouse e Joe Galaxy, lavorava su PinKy nelle pagine del Giornalino delle edizioni Paoline. Qualche genitore si accorse della cosa e scrisse lettere indignate alla rivista cattolica, che però, stavolta si può dire grazie a Dio, le missive di protesta furono ignorate. Una recensione

 E poi vi consiglio pure questo video. Che merita.



SQUEAK THE MOUSE from MAZZA on Vimeo.

25 settembre 2012

FLIRT di Giorgio Carpinteri

FLIRT

di Giorgio CarpinteriPrimo Carnera - 1984

Il Carpinteri, come Giacon, incarna nel suo disegno lo spirito del tempo degli anni '80. Autore sofisticato e raffinato si distingue a colpo d'occhio per questo suo stile finto cubista che l'ha reso tanto famoso in terra nipponica.
E' certamente uno degli autori che preferisco, perchè ognuna delle sue tavole, è un piccolo capolavoro di equilibrio e di perfezione.

Questa monografia che ovviamente raccoglie le opere del Carpinteri già pubblicate su Frigidaire, è pregevole dall'inizio alla fine, forse raccoglie gli anni migliori di quest'autore, dove l'entusiasmo giovanile faceva osare cose che, più tardi, sono diventate sofisticato mestiere. Bibliografia

Qui ci trovate:
Fredd il Detective: The End
Fredd il Detective: Parigi Precoce
Mumble Rumble con soggetto e colori di Marcello Jori
Sotto la cintura.
Incrocio magico.
Notti bianche.
Prometheus Makowskij
Il giorno in cui la mia camicia uccise mia moglie

24 settembre 2012

MECANOSTORIE di Massimo Giacon

MECANOSTORIE

di Mimì Colucci e Massimo GiaconCarnera - 1985

Il piacere ludico di disegnare investe e permea ogni fibra di Massimo Giacon e, di conseguenza, ogni mm del foglio di carta che si trova davanti. Quando penso agli ani '80, per me il Giacon è una delle icone di quel periodo.
Questo perché lo stile, i colori, le forme ed anche gli argomenti tratti nell'opera di Giacon sono proprio i temi di quegli anni, gli anni che hanno preparato la fine del secolo, ma sopratutto, sono gli anni in cui è nata l'era che stiamo vivendo; quella della comunicazione e dell'immagine.
Il gioco della saturazione dell'immagine, le forme geometriche stilizzate e caricaturali, i colori rindondanti e il collage di fotocopie, sono le stigmate che collocano l'opera di Giacon come un prodotto tipico di quegli anni. Ora il suo stile si è evoluto, fatto più pulito e sintetico, forse anche più accattivante, ma conserva ancora quella fantasia, quell'ironia, quel gioco di fanciullezza che contraddistingue tutta l'opera di Giacon. Il sito ufficiale

Nel volume ci trovi:

La balena che cammina e altri mostri.
Viviane Knaupp
Il ritorno di Mimì Colucci
Giochi Profilattici
Alice Alice
Chromorama
Photo de Rèves (aerei in picchiata)

Mimì Colucci, una biografia

23 settembre 2012

DOTTOR JACK di Filippo Scozzari


DOTTOR JACK

di Filippo ScozzariPrimo Carnera - 1983

Terzo volume di Filippo Scozzari pubblicato dalla Primo Carnera, credo dopo Suor Dentona e La Dalia Azzurra. Che poi, scusate la parentesi, io li chiamo volumi perchè come tali si presentano, ma in realtà sarebbero degli umili supplementi alla rivista Frigidaire, tanto vero è, che non solo c'è scritto in calce, ma anche in copertina.

Nato sulle pagine di Linus, attraversando le vicende di Cannibale, ecco che il Dottor Jack approda sui lidi di Frigidaire dove troverà il suo paradiso.

Personaggio scomodo ed untuoso questo Jack, una sorta di investigatore privato, umano nei pensieri ma disumano negli atteggiamenti, nemmeno tanto furbo, ma comunque sagace, capace di mettere insieme i pezzi di un sistema dopo aver preso delle enormi cantonate. Poco male comunque, perché a Jack vengono commissionati degli strani casi da risolvere, strani come è strano il mondo in cui si muove. L'epopea di Cannibale

In questo volume:
Il fantasma delle fonderie
Frazz!
Il caso del buco nella mente
L'invenzione di Rhoss
La Macchina C.A.R.I.S.M.A.
Il Triangolo d'Oro.

22 settembre 2012

LA DALIA AZZURRA di Filippo Scozzari

LA DALIA AZZURA

di Filippo Scozzari Primo Carnera - 1981

Personalmente, non mi sono mai deciso se Filippo Scozzari mi piace o non mi piace. C'è sempre stato un qualcosa nella caratterizzazione dei suoi personaggi che mi ha dato fastidio, anzi, sembra proprio che nei suoi personaggi ci sia qualcosa messo lì, apposta per dar fastidio a me.

Ma nonostante gli sforzi del Scozzari, devo dire che questa Dalia Azzurra è veramente un capolavoro.

Non ho mai visto il film del 1946 ed eventuali remake, comunque sia, Filippo Scozzari tira fuori dalla sceneggiatura del film ( scritta da Raymond Chandler) un'opera gustosissima che si legge tutta d'un fiato e che ti tiene incollato sulle pagine che non vedi l'ora di sapere come va a finire.

La trama racconta di una bella donna uccisa in circostanze misteriose e del marito che, appena tornato dalla guerra nel pacifico, viene sospettato dell'omicidio. In apparenza tutto è semplice, ma poi le cose si incasinano e s'intorbidano e diverse vite si incrociano e si scontrano e per qualcuno va veramente a finir male.

Mettendoci del suo e prendendosi diverse piccole licenze sull'originale, Scozzari tira fuori una storia tutta sua e come un regista provetto gioca sul soggetto di Chandler con la maestria di un vero fuoriclasse.

Il fumetto era già apparso sulle pagine di Frigidaire, ovviamente. Il backstage

21 settembre 2012

RANX 3 di Tanino Liberatore, Stefano Tamburini e Alain Chabat

RANX 3

di Tanino Liberatore, Stefano Tamburini e Alain ChabatEdizioni 3ntini&C. - 1997

E che io sappia questo volume del '97 è l'ultimo pubblicato riguardante Ranxerox, il coatto sintetico creato da Stefano Tamburini nel 1979.

Le vicende narrate nel volume chiudono finalmente il ciclo di questo personaggio che la morte prematura di Tamburini aveva lasciato orfano.

Alain Chabat prende in mano le redini della storia, il Tanino Liberatore riprende i suoi colori e le sue magiche forme e riattivano l'interrutore del cyborg  più famoso del fumetto mondiale.

Qui la vicenda tra Lubna e Ranx diventa vero dramma, con tanto di Ranx che si strappa il cuore a metà racconto, naturalmente il resto è sesso e violenza e azione. Quello di Chabat è comunque un Ranx più passivo, vittima degli eventi, non più lo stupido robottone aggressivo di Tamburini. Chi è Alain Chabat?


20 settembre 2012

ANDREA PAZIENZA - i quaderni de Il Male

ANDREA PAZIENZA

I quaderni del Male -1981

C'era una volta Il Male, forse c'è ancora adesso, non lo so, eppoi ora non è allora, sono altri tempi e la satira si fa su Spinoza...comunque sia, all'epoca c'era Il Male che era un brillante settimanale satirico, veramente forte ed intrigante.
Ci lavorava anche l'Andrea Pazienza e così pensarono bene di rilegare tutte le sue vignette e di farci un volumetto di cui potete veder la copertina.
Si tratta di satira pura, forte ed irriverente, che ancor oggi ha il suo effetto. Posseggo la prima edizione, l'originale, ma il tempo tiranno ed un paio di traslochi han fatto si che perdessi la sua splendida copertina rossa...peccato.
Il Centro Fumetto Andre Pazienza.


Sponsorized by Kia Motors Italy

19 settembre 2012

ZANARDI di Andrea Pazienza

ZANARDI

di Andrea PazienzaPrimo Carnera - 1982

Quando la Primo Carnera di Vincenzo Sparagna pubblicò questo volume nel 1982, Andrea Pazienza aveva 26 anni e Zanardi si era già presentato sulle pagine di Frigidaire, entrambi erano già dei miti.

In questa prima edizione di Zanardi, troviamo:

La Proprietà transitiva dell'uguaglianza.
Giorno ( dove non ci sono il Zanna Colas e Petra, anzi proprio non centra con il ciclo).
Giallo Scolastico
Pacco
Verde Matematico
Notte di Carnevale

Come opera editoriale, per me questa resta la migliore in assoluto di tutti i tempi. Chi c'è l'ha, la prima edizione, ha in mano uno dei capolavori editoriali del '900. E' vero che poi ne sono state fatte ristampe ed edizioni, forse da un punto di vista filologico anche migliori di questa. Ma è il contesto in cui è nato questo volume che da un valore in più alle opere contenute, che già di loro sono inestimabili. Altre notizie su Zanardi

18 settembre 2012

ZUTTANGO di Andrea Pazienza

ZUTTANGO

di Andrea PazienzaEditori del Grifo - 1991

Ennesima raccolta postuma delle opere di Andrea Pazienza voluta dagli Editori del Grifo per raccogliere i lavori e lavoretti realizzati per Tango, inserto satirico dell'Unità, e Zut, rivista satirica diretta da Vincino.

Si tratta perciò di una bella raccolta di vignette e situazioni satiriche e irriverenti che raccontano molto bene il presente di quegli anni. D'altra parte la copertina parla da sola, con quel Pertini che si guarda la penisola piuttosto sconsolato.

Tango, nasce nel 1986 come inserto satirico dell'Unità sotto la direzione di Sergio Staino; il Pazienza cominciò a collaborarci dopo l'esperienza di Frigidaire e Frizzer.

L'anno seguente, Vincino, altro noto satirico, butta nelle edicole la rivista quindicinale Zut dove il Pazienza trova modo di esprimere ancora la sua vena satirica. Il Paz satirico è particolarmente cattivo, è uno che non la manda a dire e disegna inesorabilmente le piccolezze di una classe politica in via disfacimento, quella che qualche anno dopo venne spazzata via da Tangentopoli. Utopia a fumetti

Andrea Pazienza su Amazon

17 settembre 2012

COSE d'A.PAZ di Andrea Pazienza

COSE d'A.PAZ

di Andrea PazienzaPrimo Carnera - 1988

Volume postumo voluto dal Vincenzo Sparagna per ricordare ed onorare il suo pupillo (?)... cioè, io non so bene che rapporto ci fosse fra Andrea Pazienza e Vincenzo Sparagna, perchè qualcosa mi dice che fu piuttosto conflittuale. Comunque sia, Zanardi il Pazienza l'ha fatto per Frigidaire e mica solo quello.

Qui dentro, Scozzari, Tamburini e Sparagna impaginano più di cento pagine (non le hanno numerate, io non le ho contate) di vignette, short story, schizzi e abbozzi già pubblicati su Il Cannibale (1977-1979), Il Male (1978-1982), Frizzer ( 1985-1986), Tempi Supplementari (fondata nel 1980).

Non è solo una raccolta di opere dell'amato Paz, è anche un viaggio nel tempo, un ritorno al XX secolo, tanto è la forza espressiva e la capacità di raccontare con una sola vignetta che il Paz ha posseduto. E' sicuramente uno dei volumi più onesti e sinceri mai fatto su Andrenza, certamente molto meglio dei Zanardi ricolorati dagli Editori del Grifo (eh scusateami, ma questa dovevo dirla). Cosedapaz.com

16 settembre 2012

AFICIONADOS di Andrea Pazienza

AFICIONADOS

di Andrea PazienzaPrimo Carnera - 1981

Quando nell'estate del 1981 uscì questo volume di Pazienza, qualcosa si ruppe e nell'aria si sentiva. Intanto c'è sempre da ricordare che si era nella prima repubblica a che ancora c'era la guerra fredda, poi c'è da ricordare che tra gli intellettuali di sinistra girava sempre quell'aria di snobismo tipica degli intellettuali di sinistra.

L'oggetto del contendere era lo stile con cui il Paz disegnò questo superbo volume, oltre che a soggetto stesso di cui parleemo più avanti; forte della sua esperienza satirica ormami matura, il virtuoso del pennarello Andrea Pazienza osò realizzare un'intero volume con figure fumettose, semplici e rotondeggianti, con l'aggravante di inserirli in una storia stupida, comica e per giunta surreale e priva di ogni contributo colto.

Per certo pubblico colto di sinistra questo era troppo, il compagno Paz che rinuncia alla sua arte per produrre un'opera umoristica dal disegno rapido e veloce è un compagno che rinuncia alla fatica ed al sacrificio per trovare il guadagno facile.

La verità è che per me Aficionados è stato amore a prima vista, proprio per la sua leggerezza e per la capacità di divertire che possiede, è raro trovare un fumetto così dinamicamente divertente, dove, come nota Scozzari nell'introduzione, ti sembra di stare più a guardare un film.

Perché è questa la cosa più sorprendente, un Pazienza leggero, privo di sovrastrutture, costruisce una sequela di testi e vignette che ti rapiscono e che ti impediscono di alzare gli occhi dalla pagina sino alla fine del racconto: cose da aficionados, per l'appunto. Aficionados, il blog

15 settembre 2012

CAGES volume quinto

CAGES - Macchia Nera - 1999

In questo blog raramente esprimo giudizi sulle opere che ho acquistato, per meglio dire, preferisco esaltare quelle che mi sono piaciute ed evitare di stroncare quelle meno riuscite. Se posso cerco di dare un'idea o un consiglio sul contenuto, talvolta mi riesce  bene, talvolta meno.

Nel caso di questi volumi di CAGES di Dave McKean mi sono aiutato con le introduzioni ai rispettivi volumi. Delle belle introduzioni in grado di descrivere l'opera, di inquadrarla e di far capire le intenzioni dell'autore.

Ogni volume di fumetti dovrebbe essere così, spesso non lo è. Quando è fatta con discernimento, quando racconta la gestazione dell'opera che introduce, magari racconta le vicende editoriali e lo sviluppo, magari anche le intenzioni dell'autore e qualche retroscena, una buona introduzione ha fatto il suo lavoro.

In questa serie di volumi risalenti al 1999, le diverse introduzioni di autori diversi, mi hanno certamente aiutato a capire meglio un'opera così complessa e con diverse chiavi di lettura, mi hanno aiutato ad inquadrarla storicamente ed anche a capire le intenzioni dell'autore e apprezzare meglio la sua arte.

14 settembre 2012

CAGES volume quarto di Dave McKean

CAGES volume quarto

 di Dave McKean - Macchia Nera - 1999


Lasciamo parlare Dave McKean, dall'introduzione di questo quarto volume di Cages edito da Macchia Nera.

Nel 1988, il progetto di un libro su cui stavo lavorando venne abbandonato. Si chiamava Arkham Asylum e mostrava, tra le altre stranezze, uno stravagante Joker che pizzicava il sedere di Batman...

...Il librò finì per partire lo stesso, ma nel frattempo avevo avuto modo di trastullarmi con parecchie idee, tra cui quella di scrivere per la prima volta qualcosa da solo. Erano appunti di storie appena abbozzate, idee, tematiche, studi di personaggi....

...Nei fumetti volevo vedere persone vere, che fanno conversazioni vere, che si fanno ridere a vicenda, che si scambiano le idee, e volevo che si muovessero con gente vera, e che si esprimessero con sguardi e gesti minimi. Era questo che mi interessava sul serio quando guardavo i miei schizzi...

...Mentre lavoravo a Cages ne capitarono davvero di tutti i colori, e benché io avessi cambiato opinione su quasi tutto, sul libro non mi scoraggiai mai (era questa la mia grande unica paura). I suoi temi, creatività e fede, continuarono ad affascinarmi, e tutt'ora riesco a guardarlo, malgrado le pecche e le incoerenze e a reagire come reagirei nel rileggere un diario. Ho ricordi precisi di quei giorni dedicati a scrivere, di solito al bar o al ristorante, e a fotografare gli amici per riferimento, e a disegnare le tavole, e le musiche che ascoltavo in goni capitolo, e i film che vedevo. Scrivevo certe scene o certi dialoghi sulla base di articoli che avevo letto, o dei commenti di amici (o nemici)...

...Infine, considerando a posteriori il libro come un unico romanzo, mi rendo conto di come io abbia servito i miei vecchi collaboratori Neil Gaiman e Grant Morrison in modo casuale. Solo con Cages mi sono accorto di quanto fossero importanti per me le parole, di come in realtà fossero tutto...

...Alcune idee venivano espresse in modi visivi, ma era pur sempre la sceneggiatura a comandare. Mi sono reso conto di quante cose ho trascurato negli altri libri che ho illustrato, senza entrare davvero nelle parole, forse perché ero semplicemente troppo lontano dal loro contenuto, ma anche perchè non mi importava abbastanza. Mi è piaciuto moltissimo realizzare Cages e, dopo, parlarne con la gente. E' un'esperienza che vorrei ripetere al più presto... Un estratto da Cages

13 settembre 2012

Danijel Zezelj

Nato in Croazia, a Zagabria, il 7 dicembre del 1966, Danijel Zazalj inizia a pubblicare i primi fumetti mentre ancora frequenta l'Accademia di Belle Arti. Dal 1986 le sue storie, nella Ex Jugoslavia, vengono pubblicate su varie riviste, ed in seguito anche in Inghilterra e Svizzera.

Nel 1991 Zezelj si sposta a Londra e quindi a Montepulciano dove si stabilisce e inizia a pubblicare regolarmente sul mensile Il Grifo. Partecipa a molte Comic Convention europee e realizza illustrazioni per RAI, Amnesty Internationale e Legambiente mentre i suoi fumetti compaiono anche sulle riviste Cube, Per Terra, Interzona, Tribù.

Nel 1993 gli Editori del Grifo pubblicano la sua graphic novel Il ritmo del cuore, con l'introduzione di Federico Fellini; sono del 1994 Sun City e Sofia. Nel 1995 con Lyberty pubblica Pagliacci e l'anno successivo In Your Eyes, è invece del 1997  Blues, realizzato in sieme ad Ade Capone.

Nel frattempo, precisamente nel 1995, Zezelj si è spostato a Seattle dove comincia a collaborare con la Dc Comics e la The New York Book Review. Realizza due storie brevi per la DC/Vertigo pubbblicate nelle antologie Weird War Tales e Gangland.

Pubblica anche storie brevi nell'antologia: Flock of Dreams pubblicata dalla Kitchen Sink Press che appaiaioneo, inseime ad altre su World War 3 e Negative Burn an The Rocket, mentre le sue illustrazioni vengono pubblicate nel San Francisco Guardian, The Stranger e Washington Chronicle.

Nel 1997 crea tre progetti multimediali con la compositrice Jessica Lurie, progetti che vengono rappresentati in Francia e Italia. Tra il 1997 e il 2000 le Edizioni Di pubblicano L'Angelo Sterminatore, El Sud, Amazzonia, La Peste, L'Amore, Nove vite e La Luce Notturna. Il Sito Ufficiale

12 settembre 2012

CAGES volume terzo

CAGES volume terzo -Macchia Nera - 1998

Per poter dire due cose su questi volumi di Dave McKean ho dovuto rileggermi attentamente tutta la vicenda perchè Cage è qualcosina di più di una graphic novel, è un vero e proprio racconto per immagini, dove ci sono pochi dialoghi e quei pochi sono talmente impersonali che servono solo a riempire di suoni la vita (vuota?) dei diversi protagonisti.

Peò giunto al terzo volume almeno riesco a ricotruire la trama. praticamente c'è questo artista che trasloca in un nuovo appartamento in una città che potrebbe essere Londra, che forse lo è, ma non è importante che lo sia. E' un pittore in crisi creative e piano piano, timidamente, fa conoscenza delle persone che popolano quel microcosmo condominiale, il tutto in un contesto dove le sue percezioni e la realtà delle cose vengono opportunamente shakerate per ottenere un mix di coinvolgimento del lettore. Ha ragione chi dice che quest'opera non dovrebbe mancare nello scaffale di un amante del fumetto. E' poi stranissimo vedere questo McKean al tratto con evidenti e dichiarate influenze da Munoz e Mattotti.  Vuoi saperne di piu?

11 settembre 2012

IL MAGGIORE FATALE di Moebius

IL MAGGIORE FATALE

di Moebius
Milano Libri Edizioni - 1982

Nessun altro come lo stesso Moebius, vi può parlare del Maggiore Gruber e del suo parto; eccoti alcuni stralci dell'introduzione tratta dal volume.

...Un Eroe non è che il personaggio principale di una storiella completa di qualche pagina e il cui destino incerto permetterà all'autore di esprimere un'idea, una gag, o qualunque altra cosa secondo l'umore del momento...può accedere che questo personaggio riappaia in un altra storia, tessendo qualche sottile legame con la prima e poi una terza...Eccolo diventato Eroe...

...Il parto dell'eroe è spesso faticoso ed è logico perché è l'emanazione stessa del suo creatore...A volte, tuttavia, il bambino arriva senza dolore, quasi all'insaputa del disegnatore di Topolini...E' un po' il caso del maggiore Grubert. Un giorno si è infilato in una cronaca scherzosa sulle meraviglie dell'universo in Pilote...
Era l'archetipo dell'esploratore dei fumetti della mia infanzia...che progettavo di assassinare con l'arma del ridicolo durante una lunga demenziale ricerca attraverso le galassie...

Il progetto fece cilecca, ma un giorno Vania Bauvais ebbe l'idea assurda di affidarmi sei pagine di France-Soir sul tema delle vacanze dei francesi...il maggiore tornò a galla, stavolta senza casco, ma fornito con un tragico cappello da savana con fascia di leopardo...Ma era lanciato, fissato, coagulato, il maggiore Grubert esisteva! Era un eroe con tutti i crismi!

Il seguito si svolse esclusivamente nell'ambito di Métal Hurlant...l'avventura di Mètal iniziava in modo piuttosto rilassato, il giornale era trimestrale, quindi con scadenze ben diverse da quelle di Pilote settimanale...

Ma tutto cambiò velocemente...ancora Blueberry, Mètal che diventava mensile e di nuovo una gran voglia di lavorare... Il maggiore era tranquillo e aspettava la sua ora. Ogni tanto buttavo giù degli inizi di storia. Una pagina o due, poi lasciavo perdere e passavo ad altro. La cosa buffa è che proprio così nacquero le prime due pagine del Garage Ermetico...come un gioco...disegnavo due pagine "come se"...

Fu J.P. Dionnet, il caporedattore di Mètal... se non avesse avuto la brillante idea di pubblicare quelle due maledette pagine su Mètal n°6, il cablatore danneggiato dell'ingenier Barnier sarebbe restato per sempre quel che era in realtà, una macchina senza passato, senza avvenire, senza capo né coda!...

Il Garage Ermetico di Jerry Cornelius era iniziato, e fu ancora una volta quasi mio malgrado che il maggiore fece la sua comparsa nel terzo episodio. Il Garage è quindi il tipico esempio di fumetto senza sceneggiatura prestabilita... Il Maggiore visto dalla Mandanici.



10 settembre 2012

CAGES volume secondo

CAGES volume secondo - Macchia Nera - 1998

Mentre scrivo questi post, sto rileggendo quest'opera di McKean, più che altro perchè nella memoria non riesco nemmeno più a ricostruirne la trama, solo sprazzi di qualche vignetta, di qualche scena.
Perchè in fondo la vicenda ha quell'atmosfera trasognata che ci si porta addosso in quelle giornate in cui si ha la testa ovattata, ogni gesto è faticoso e l'accidia regna sovrana; quei giorni in cui persino il pensare pesa sul fisico, quei giorni in cui vuoi vivere la giornata senza un progetto.
Per meglio far capire co'è quest'opera di McKean, non c'è niente di meglio che usare le parole di Luigi Bernardi dall'introduzione al volume:
Chiunque di voi conosca l'opera di Dave McKean sa che il disegnatore inglese possiede uno stile assolutamente visionario, reso attraverso tecniche miste molto fluide, capeci di restituire una plasticità che le immagini su carta difficilmente conservano. Bene, Cages progettualmente è un'altra cosa, è una ricerca del segno asciutto, compatto, graffiante, una ricerca a cui non è estraneo l'attento studio di due maestri argentini, Alberto Breccia e Josè Munoz. Ed è un bel modo anche questo di mettersi in discussione, tornare all'assoluta indigenza del disegno. Una Recensione

9 settembre 2012

CAGES volume primo di Dave McKean

CAGES volume primo 

di Dave McKean - Macchia Nera - 1998


Cages di Dave McKean è un romanzo a fumetti, una graphic novel, di circa cinquecento pagine e distinto in cinque parti. Le prime parti vennero pubblicate dall'inglese Tundra nel 1990, mentre la decima e ultima uscì nel 1996 per l'americana Kitchen Sink. Una gestazione piuttosto complessa per questa narrazione che però è unica nel suo genere.

Gli anni '90, sono stati a mio avviso, una delle età dell'oro del fumetto europeo, erano gli anni in cui sono stati definitivamente rotti gli schemi del fumetto e dei suoi personaggi, un duro lavoro cominciato nella metà degli anni '70 con l'epopea di Metal Hurlant e continuato poi in Inghilterra e Italia con Frigidaire, Alter e 2000AD.

Con Cages, McKean tenta un approccio completamente personale alla letteratura disegnata, realizzando al 100% ogni testo, foto e vignetta della storia, come scrive Ferruccio giromini nell'introduzione al volume:
Qui il testo e il disegno nascono assieme e si integrano conscienziosamente dividendosi oneri e onori.
In effetti Cages lascia piuttosto spiazzati, alla prima lettura, ma la sua modernità, l'ambiente di fine secolo perfettamente riconoscibile, in luoghi, linguaggi e abitudini, soverchia il lettore con tutta la sua intollerante quotidianità. Talvolta leggendolo, avevo quasi l'impressione di leggere qualcosa di neorealista, ma non credo che il fumetto possa esserlo.

In questo primo volume, sono raccolti i primi due episodi, tutta l'opera si compone di cinque volumi che completano il romanzo, letto il primo, non si può smettere di leggere gli altri. Per me, è una piccola opera d'arte. Una Bio di Dave McKean


8 settembre 2012

LE STRAORDINARIE AVVENTURE DI PENTOTHAL di Andrea Pazienza

LE STRAORDINARIE AVVENTURE DI PENTOTHAL 

di Andrea PazienzaMilano Libri Edizioni - 1982

Se già conosci Andrea Pazienza, certo conoscerai questo volume ed il suo splendido contenuto. Se non lo conosci (possibile?) ti trascrivo grossi brani della prefazione che Oreste Del Buono ha fatto a questa prima edizione di Penthotal dopo che le sue avventure sono state pubblicate su AlterLinus.

Da che epoca lontana vengono queste strice, queste tavole, queste storie di Pentothal, prima, splendida e forse insuperata prova dell'arte di Andrea Pazienza? Ora il Comitato Centrale del PCI, affrontando il tema della cultura, dice che occorre tener conto nei nuovi soggetti sociali, dei diversi se si vuole essere veramente diversi come partito, ma allora nel 1977, l'anno della rivelazione e della lacerazione per me e tanti altri, parte del PCI non sosteneva affatto questo...

...Pazienza capitò in redazione a Linus con molta irruenza, ma anche con molta timidezza agli inizi del 1977. Più tardi, nelle varie dichiarazioni ribalde che ha fatto, Pazienza ha sostenuto che, per penetrare la cittadella linusiana, mi aveva consegnato una falsa lettera di raccomandazione di Eco.

Non so se sia vera una simile falsificazione, suppongo che si tratti di una balla retrospettiva, di quelle con cui un personaggio arrivato movimenta un passato che gli appare meno disinvolto del presente...

...Comunque, Pazienza, di persona, l'ho conosciuto solo dopo l'uscita della prima puntata di Pentothal su Alter, solo insomma, dopo il marzo 1977 a Bologna... Prima, avevo visto le sue tavole, presentatemi delle ragazze della redazione, restate intrigate e mica male emozionate dall'irruzione di Pazienza, saltellante e balbettante, dal suo totale nervosismo, oltre che dai risultati psicoartistici.

Essendo io per così dire un uomo non soggetto al fascino virile e sopratutto non essendomi trovato in redazione al momento della visita carismatica, avevo avuto a che fare solo con la prima puntata de Le straordinarie avventure di Pentothal. E mi era bastato per esserne scombussolato e avvinto. In uno stile misto in cui parevano scontrarsi e misteriosamente accordarsi gli opposti più opposti, tipo Fremura e Moebius, in cui le parole tendevano a scardinare il senso del disegno, e i disegni ad alterare definitivamente il senso della parola, erano contemporaneamente, ingordamente, insolubilmente affrontati all'autobiografismo narcisistico e il ritratto politico di una città, il privato sfacciato e il pubblico scandaloso, i mostri che se ne fregavano di distinguere tra sonno e sogno della ragione per sconfinare nella mostruosità del risveglio.,,

...A colpirmi era stato proprio lo sfondo: Bologna, la civilissima Bologna...Un intrico di tensioni e ingiustizie, di abusi e di attese di vendette. Il mio essere un vecchio comunista, per anagrafe ancor più  che per ideologia, non implicava un eccesso di ingenuità...Le tavole del giovane Andrea mi avevano suggerito il brivido di una sua Bologna che volevo ostinarmi a credere solo sua, solo fantastica...

...Dunque, avevamo deciso di pubblicare Le Straordinarie avventure di Pentothal su Alter, anzi si chiamava nacora AlterLinus, il fratello minore di Linus, dedicato alla fantascienza...Nel numero 4 di Alter, per la precisione, ovvero nel numero datato aprile, ma in uscita verso la fine di marzo,,,e quindi in lavorazione tra gli ultimi giorni di febbraio e i primi di marzo.

Ebbene, in mezzo esplose il marzo 1977 a Bologna. Il giovane Andrea fece appena in tempo ad aggiungere un'ultima tavola. La sua crapa scapigliata, un suo occhio, un pezzo di naso, una riflessione d'artista: -Tagliato fuori...sono completamente tagliato fuori...- Una Radio Alice vociferante non disperdiamoci, troviamoci tutti, la torretta di un autoblindo puntata verso il lettore, un brandello di bandiera con Francesco è vivo e lotta insieme a noi...

...L'ultima tavola originale aveva al posto del "fine" di prassi in basso a destra un "allora è la fine", che suona decisamente male. Madonna, vi giuro, credevo fosse uno sprazzo, era invece un inizio. Evviva! Andrea Pazienza, 16 marzo '77...

...qualche mese più tardi Pazienza scrisse una lettera a ...Fulvia Serra, allora a capo della redazione di Linus e Alter, ora direttore a pieno merito al mio posto, una lettera che mi pare giusto ricordare in questa introduzione:-Cara Fulvia, come sai qui a Bologna l'aria è sempre più stretta. Il clima sempre più inquietante: siamo sul filo sottile del delirio. Sembra che tutti noi che viviamo in questa città assediata, da assiedati, non paghiamo mai abbastanza, mai.
E così la Città Futura, il settimanale dei giovani berlingueristi, esce nel numero 9 con un servizio su Bologna (la città presente)...Non è un articolo sensazionale...Pubblicano una registrazione "inedita" di Radio Alice dove parlano voci del movimento, voci che parlano di polizia armata e di compagni da difendere: sono le voci di quei giorni, Francesco ucciso da qualche ora...ma i berlingueristi con uso abile del contesto del neretto delle titolazioni (allievi prediletti di Eco) confermano Alice è il diavolo, Bifo un seduttore, un agitatore, un provocatore (ma ragazzi di questi tempi basta dire Bifo e hai detto tutto), i compagni del movimento cannibali, gli studenti stranieri la peste, la malapianta da estirpare, gli autonomi potete immaginarlo.
Il complotto internazionale contro Bologna deve essere annientato, non bastano comapgni e amici in carcere da quattro mesi in vewnti per cella.-

Pazienza non scriveva, però, per lamentarsi genericamente del mondo in cui gli toccava vivere, scriveva per protestare per un motivo specifico, proprio inerente alle sue tavole:- Non è niente di eccezionale, lo sappiamo, i mostri si riproducono all'infinito. Mi sono incazzato (mi vergogno di essermi stupito) perchè tutti quei discorsi stampati su piombo erano impaginati in maniera egregia, e per come si dice allegerirli Adornato e gli altri hanno pensato bene di schiaffare in alto a destra il mio amico Penthotal di aprile. Non voglio commentare ancora, io credo che tu non li abbia autorizzati, ne sono sicuro, e allora pretendo che si scusino, loro che sono educati, che precisino, loro che sono precisi, e che paghino, loro che non hanno mai pagato. Io sto da un'altra partr. Che trovino tra le loro fila gli illustratori, gli scrittori, i musicisti, i poeti, i cantori del compromesso storico, dei carri armati, del lavoro, della Siberia. Ti saluto con molto affetto. Andrea (che ha perso la pazienza)...-

Gli risposi io su Linus...era logico che la responsabilità, me la prendessi allora io invece della Fulvia, ma anche perchè l'unico comunista tesserato, e vecchio per di più, in redazione ero io, e dunque una risposta glie la dovevo al giovane Andrea. Nessuno di noi aveva autorizzato la ripubblicazione e stavamo con lui, aveva ragione lui e quelli come lui che testimoniavano lo scompenso per l'abbandono subito dalla politica ufficiale...

La Bologna che fa da sfondo a Le straordinarie avventure di Penthotal non è una Bologna fantastica, ma una Bologna storica fantasticamente immaginata da Andrea Pazienza prima che la Storia accadesse,  mentre la Storia si avviava ad essere...Penthotal e la filosofia




6 settembre 2012

Daniel Torres

E' nato nel 1958 a Valencia. Esordisce nei fumetti nel 1980 sul periodico El Vibora e un anno dopo pubblica il suo primo volume Opium. Nel 1982 da vita alla sua ironica serie fantascientifica Rocco Vargas.
Breve Bio

5 settembre 2012

PERTINI di Andrea Pazienza


Pertini

di Andrea Pazienza
Primo Carnera Editore - 1983


Pertini è stato, ed è il presidente più amato dagli italiani, Pazienza era, e lo è, l'autore più amato, purtroppo non ci sono più entrambi, ma così è la vita.
Pertini e il suo carisma finiono per impressionare l'anima anarchica del pazienza che in quattro e quattr'otto realizzò una delle sue opere più compiute e divertenti, con tanto di favola allegorica finale. Favola che ci restituisce l'umanità di due personaggi, Paz e Pert, oramai entrati nel mito.
Leggilo tutto

4 settembre 2012

ZANARDI E ALTRE STORIE di Andrea Pazienza

Zanardi e altre storie

di Andrea PazienzaEditrice Comic Art - 1988

Questo volume è un'ottima raccolta di parte della produzione del compianto Maestro del Fumetto pugliese. Forse filologicamente non è il massimo, ma a un vero fan di Pazienza non può mancare nella collezione.
Il volume è arricchito da una ghiotta introduzione di Giulio C. Cuccolini che racconta in lungo e in largo Andrea Pazienza come uomo e come artista. ( un blog dedicato a Pazienza )

Fumetti di evasione. Vita artistica di Andrea Pazienza

Poi il volume va avanti con:

Campofame
Ma la vecchiezza è una Roma
Zanardi at the war
Cuore di Mamma
Cenerentola 1987

3 settembre 2012

REX di di Danijel Zezelj

REX

di Danijel Zezelj
Edizioni Di -2000


Rex di Danijel Zezelj viene pubblicato per la prima volta in Italia sulla rivista Il Grifo n°21 nel 1993. Appena lo vidi mi sorprese lo stile inconfondibile che lo distingue, perchè l'arte di Zezelji è veramente superba, una tecnica mista che sembra estrarre l'ombra dalla pagina bianca, per crearne la forma e dove il disegno diventa materia. L'effetto è poi piuttosto strano, perché nonostante l'effetto sia di una tridimensionalità unica, la consistenza è quella degli stencil graffittari che si vedono sui muri metropolitani, una tecnica ed uno stile particolarmente sofisticati e moderni.
Leggilo on line

2 settembre 2012

Francois Thomas

Nato nel 1951, direttore artistico di varie agenzie di pubblicità, debuta nel 1977 su Pilote per il quale crea, sette anni dopo la serie Star Caiman. Una biografia

1 settembre 2012

MEGALEX #2 l'angelo gobbo

MEGALEX #2 l'angelo gobbo - Editori del Grifo - 2002

Megalex è un'opera monumentale, è un kolossal con effetti speciali  del fumetto. Non solo per la storia di Jodorowski, che anche questa volta racconta la lotta tra il bene il male dove l'uno è il complemento dell'altro, dove lo Yin non vive senza Yang; ci sono i disegni di Fred Beltren e la sua particolare tecnica di trattamento tridimensionale dell'immagine e del colore.
Megalex in fatti appartiene alla categoria del fumetto digitale, non solo perchè è colorato digitalmente, ma perchè, scenografie e personaggi sono disegni digitali.
La tecnica di Beltran è in realtà piuttosto complessa, vi rimando comunque a questo link che raccoglie la storia del fumetto digitale dalle sue origini.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...