30 giugno 2013

LA STORIA DEI TRE ADOLF vol 4 di Osamu Tezuka

LA STORIA DEI TRE ADOLF vol 4

di Osamu Tezuka
Maggio 1998 Hazard Edizioni

Nei primi anni settanta, Tezuka si rivela un precursore della graphic novel con i suoi story-manga, veri e propri romanzi a fumetti di tono realistico, avvincenti per le loro trame ricche d’intrecci tra i complessi sfondi politico-sociali sui quali si muovono i numerosissimi personaggi e i loro singolari destini.
Di questo nuovo orientamento, La storia dei tre Adolf (Adorufu ni tsugu), pubblicata tra il 1983 e il 1985, è il frutto più noto e più ambizioso: attraverso le vicende di tre uomini di nome Adolf (Hitler è il primo, gli altri sono Adolf Kaufman, figlio di un diplomatico tedesco e di una donna giapponese, e Adolf Kamil, figlio di panettieri ebrei residenti in Giappone), Tezuka rivisita l’intero svolgimento della Seconda guerra mondiale, nel proposito esplicito di mettere a nudo tutta la crudeltà della guerra, dei massacri, del militarismo e del razzismo.
Nel 1982, Tezuka aveva annunciato la nuova opera alla quale stava lavorando con queste parole: «C’è un solo principio che non cambierò mai, nemmeno se mi uccidono: ed è che noi non vogliamo nessun’altra guerra! Per questo, se non altro, mi sono messo a scrivere contro la guerra». Leggi Questo

27 giugno 2013

NAUSICAÄ della Valle del Vento 3 di 7 di Hayao Miyazaki

NAUSICAÄ della Valle del Vento 3 di 7

di Hayao Miyazaki
Gennaio 2001 Panini Comics

Nota del'editor giapponese nella sovra copertina di questi volumi:

In che modo si può descrivere un uomo come Hayao Miyazaki? Ecco un breve elenco dei suoi pregi e dei suoi difetti.

  1. Sincerità, passione, energia, sguardo penetrante, precisione.
  2. infantiismo, tenerezza, un amore sviscerato per il sakè, eccetera eccetera.
In merito ai pregi elencati al punto 1, chiunque abbia avuto rapporti di lavoro con Miyazaki avrà almeno una volta avvertito la necessità di sottrarsi a quel suo sguardo penetrante e indagatore. Quanto alla sua precisione, per rendersene conto basta osservare la cura maniacale con cui in Nausicaa è disegnato ogni singolo abero, ogni singolo filo d'erba. Tutto su Nausicaa

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26 giugno 2013

LA STORIA DEI TRE ADOLF vol 3 di Osamu Tezuka

LA STORIA DEI TRE ADOLF vol 3

di Osamu Tezuka
Maggio 1998 Hazard Edizioni

La vicenda comincia a Berlino durante le Olimpiadi del 1936, quando il giornalista Sohei Toge scopre che il fratello Isao, un universitario attivista di sinistra, è in possesso di documenti che provano le origini ebree di Hitler. Ma Sohei non vedrà mai Isao, che scompare senza lasciar traccia.
La storia poi, prosegue in Giappone, dove i documenti fanno la loro ricomparsa dove la ricerca di Sohei Toge si intreccia con le vicende di Adolf Kamil e Adolf Kaufmann, il primo figlio di panettieri ebrei, il secondo figlio di un diplomatico tedesco. Approfondimento

24 giugno 2013

NAUSICAÄ della Valle del Vento 2 di 7 di Hayao Miyazaki

NAUSICAÄ della Valle del Vento 2 di 7

di Hayao Miyazaki
Novembre 2000 Panini Comics

Nausicaä, figlia del sovrano morente Jhi, è la principessa della Valle del Vento, piccolo regno bucolico in un mondo feudale di un futuro post apocalittico.

La Valle del Vento è uno dei tanti domini, uno dei più piccoli, sparsi per il pianeta. Regni di una civiltà in decadenza  e incapace di mantenere funzionanti i manufatti tecnologici scampati all'apocalisse.

Uno di questi è il Mehve, l'ala volante con cui Nausicaä si sposta abilmente attraverso gli alberi alieni del Mare della Putrefazione, di cui Nausicaä studia il mistero e il ciclo evolutivo-biologico.

La vita procede tranquilla finché, nella Valle del Vento, non arrivano le Truppe dell'Impero di Tolmekia, in guerra contro il Principato di Dorok. Per rispettare gli impegni del suo casato, Nausicaä si imbarca in questa folle avventura con i pochi fedelissimi. E' solo l'inizio di una lunga avventura nella follia umana, nel fanatismo religioso e nella forza di volontà di chi crede che il destino non sia scritto.
10 motivi per amare Miyazaki



23 giugno 2013

NAUSICAÄ della Valle del Vento 1 di 7 di Hayao Miyazaki


NAUSICAÄ della Valle del Vento 1 di 7

di Hayao Miyazaki
Settembre 2000 Panini Comics

Non è un caso che lo Studio Ghibli si chiami così. Quando Hayao Miyazaki fondò il suo studio d'animazione, con a collaborazione del suo maestro Isao Takahata, gli diede il nome del vento che soffia nel deserto del Sahara principalmente per due motivi: portare una ventata d'aria nuova nel mondo dell'animazione nipponica e soddisfare ancora una volta la passione di Miyazaki per il volo, i cieli vasti e incontaminati. Inoltre, Ghibli è anche il nome di un vecchio aereo militare italiano, il preferito di Miyazaki.

Il volo è spesso grande protagonista di Nausicaä (precedente alla fondazione dello studio) e di molte altre opere che portano la firma di Miyazaki: Laputa, Kiki, Delivery Service, Porco Rosso ecc. Ed è proprio dal volo che desidero partire per presentare questo splendido manga, l'unico di grande respiro di Miyazaki, finalmente riproposto nel nostro paese dopo gli anni di silenzio seguiti alla sua incompiuta edizione italiana.


Il volo come desiderio di libertà, il cielo come punto d'osservazione privilegiato, al di sopra dei pregiudizi e dei conflitti, delle meschinità umane e delle loro nefaste conseguenze. La giovane Nausicaä ama librarsi tra le nuvole sul suo meheve, inconsapevolmente alla ricerca di una purezza e di una tranquillità interiori che è difficile incontrare al suolo. La storia di Nausicaä  è infatti una storia di conflitti, non solo armati.

Vi è la guerra che contrappone l'Impero Tomekiano e il Principato di Dorok, ma anche i conflitto tra esseri umani ed ecosistema, nonché quello interiore della protagonista, combattuta tra i propri doveri di principessa della Valle del Vento e il desiderio di pace e tranquillità. E il conflitto arriverà anche nei cieli, portato dalle ali di antichi mezzi di trasporto e armi terribili, vanificando l'idea del volo "puro e incontaminato"... (dall'introduzione del primo volume di Davide Castellazzi).  Il Sito dello Studio Ghibli

22 giugno 2013

CAPIRE ISRAELE IN 60 GIORNI di Sarah Glidden

CAPIRE ISRAELE IN 60 GIORNI (e anche meno)

di Sarah Glidden
2013 Rizzoli Lizard

E con questo siamo a sei. Ovvero al sesto volume della collana Graphic Journalism allegata al Corriere della Sera.
Con quest'opera piuttosto simpatica, ma poco empatica, la Glidden ci racconta del suo viaggio turistico-culturale alla scoperta d'Israele. Un viaggio finanziato dal governo Israeliano per consentire ai giovani di origini ebraiche di visitare gratuitamente il paese.
L'opera è poco più di un diario, ricco di informazioni e di dettagli personali; si segue amabilmente la Glidden sugli autobus, la si vede dialogare di pace, di politica e di massimi sistemi, la si vede sorpresa di tante cose curiose ed interessanti, ma nonostante tutto questo, il fumetto stenta a decollare.
E' forse una storia troppo delicata, sebbene tocchi argomenti molto spinosi e complicati, fatica a creare un vero e proprio coinvolgimento, tanto lo sguardo verso i mondo è intimo e personale. Vuoi Saperne di più?

20 giugno 2013

LA STORIA DEI TRE ADOLF vol 1 di Osamu Tezuka

LA STORIA DEI TRE ADOLF vol 1

di Osamu Tezuka
Febbraio 1998 Hazard Edizioni

Dall'introduzione al volume firmata dall'editore:

Sono ormai lontani i giorni in cui noi occidentali trattenevamo a fatica il sorriso di fronte ai turisti giapponesi intenti a scattare una fotografia dietro l'altra. E mentre il modello economico e tecnologico del Giappone è ormai diventato un punto di riferimento per la nostra società, negli ultimi anni stiamo assistendo all'ultima fase dell'invasione giapponese, quella culturale. Infatti, mentre psicologi e sociologi continuano a tacciare di violenza i cartoni animati e i fumetti giapponesi, i nostri figli non si fanno sfuggire una puntata dei loro personaggi preferiti. Qualsiasi  fumetto giapponese pubblicato in italia rischia di diventare un successo, e parole come Manga e Anime fanno ormai parte del vocabolario comune. Ci si è però dimenticati, come spesso succede, delle origini di questo fenomeno.

Fonte di ispirazione per intere generazioni di giovani artisti, Osamu Tezuka è conosciuto con l'appellativo di Manga no Kamisama, il dio dei Manga. Nato nel 1928 e cresciuto nella cosmopolita Takarazuka, mentre frequentava ancora l'università di medicina, Tezuka debutta come autore di fumetti su un quotidiano locale. Si tratta forse dell'unico fumetto convenzionale realizzato dall'autore.

L'influenza culturale del mondo occidentale è una costante della sua opera, fin dai primi adattamenti del Faus di Goethe (1949) e di Delitto e Castigo di Dostojewski (1953) fino a Ludwi B (1987) e una nuova versione del Faust (1988). Ed è proprio dai primi cartoni animati di Walt Disney e di Max Fleischer che Tezuka trae l'ispirazione per tratti più semplici, rotondi che rivoluzioneranno il look dei manga fino al classico tratto che li contraddistingue oggi.

Ma la prima cosa che colpisce di Osamu Tezuka è l'impressionante mole di pagine prodotte nel corso della sua vita: 150.000 per un totale di 500 titoli. La proliferazione di tanti titoli è dovuta non soltanto alla fantasia di Tezuka, ma anche alla volontà di approfondire alcuni temi fondamentali dell'esistenza umana attraverso diverse chiavi di lettura e approfondimento.

"Se insegui quello che la società ti fa credere che sia il vero principio di giustizia, ti accorgerai che esso conduce ad una sorta di egoismo dello stato. C'è solo un principio che non cambierò mai, anche se mi dovessero uccidere per questo. E cioè, che noi non vogliamo più alcuna guerra. Ecco perchè desidero continuare a scrivere su temi che sono contro la guerra..."(Bungeishunju, gennaio 1982)

Il divario tra l'individuo e lo stato e le differenze razziali e religiose vengono affrontate in diverse opere di Tezuka, ma è in Adolf che l'autore afferma d'essere riuscito a rappresentare completamente ciò che voleva.

Serializzato a puntate sulla prestigiosa rivista Shukan Bunshun dal 1983 al 1985, La Storia dei Tre Adolf fu la prima opera ad essere presentata non più nelle edicole ma sugli scaffali delle librerie e rappresenta il primo caso in cui il disegno si trasforma da semplice caricatura e diventa il veicolo per rendere il dramma vissuto dai personaggi della storia. Tezuka Fansite

15 giugno 2013

LA STORIA DEI TRE ADOLF vol 2 di Osamu Tezuka

LA STORIA DEI TRE ADOLF vol 2

di Osamu Tezuka
Febbraio 1998 Hazard Edizioni

Diviso in cinque volumi, La Storia dei Tre Adolf affronta il tema del razzismo con distacco, limitandosi a dare assoluta libertà al carattere e alla personalità dei personaggi, lasciando a Shoei Toge, narratore e in un certo senso vero protagonista, il compito di criticare e rifiutare l'insensata follia dell'ideologia nazista.
L'intreccio tipico del giallo crea, pagina dopo pagina, un affresco storico del Giappone e al contempo una vicenda in cui il lettore è trascinato con forza, affascinato dall'incalzare degli eventi.
Una storia di tale impegno non avrebbe potuto esaurirsi in poche pagine, e Tezuka riesce nel difficile compito di legare i 5 volumi in un' unica opera monumentale, mantenendo sempre desta l'attenzione e la curiosità del lettore. Non si può non restare colpiti da come le vicende di ogni personaggio si fondano in un unico mosaico. Leggi su Wikipedia


10 giugno 2013

LEI NON SA CHI SONO IO di Quino

LEI NON SA CHI SONO IO

di Quino
1973 Bompiani

Piccole storie di soprusi quotidiani, di nevrosi metropolitane, di dubbi amletici o filosofiche, di piccolo borghesi e grandi dittatori.
Questo è quello che trovi in questo volume di Joaquín Salvador Lavado Tejón detto Quino.

Quino è famoso per aver dato vita alla piccola ma insidiosa Mafalda, la piccola bambina dotata di una ingenuità analitica che le permette di mettere a nudo i mali del mondo e della società.

La cosa divertente nel prendere in mano un volume pubblicato 40 anni or sono come questo, è il notare la differenza tra gli usi e i costumi di allora, mentre i temi trattati d Quino restano attualissimi.

Ma questa è la capacità del grande umorista, più che del satirico, capace di parlare del suo presente (qui, adesso) con un linguaggio universale che rende il suo messaggio eterno (o quasi).

Quella di Quino non è una satira di consumo legata ad una attualità contingente, ad una notizia, è piuttosto una critica ampia ai grandi temi dalla società, del mondo, dell'uomo. Il Sito Ufficiale di Quino



8 giugno 2013

Mondo Mongo 1

MONDO MONGO n°1

Aprile 1991 - Edizioni Eden

Agli inizi degli anni '90, già si respirava aria di crisi, non come oggi, ma c'era un'inquietudine nemmeno troppo strisciante dovuta ai mutamenti politici in atto e alle prime voci sull'imminente tangentopoli. Gli anni '80 erano finiti e si cominciava a fare un bilancio che subito prese diverse colorazioni. Se da una parte, il decennio dell'immagine, aveva prodotto una moltitudine di opere originali e nuovi autori, dove si era prodotti nuovi stili e linguaggi per il fumetto, staccandosi dalla scuola classica e creandone non una, ma molte di nuove. Ecco però che quasi tutte le esperienze editoriali erano fallite. Piano pianino i vari magazine stavano chiudendo, persino le riviste Marvel avevano i loro problemi e ancora non c'era la Manga Invasion.

Ecco, in questo scenario, Daniele Brolli, Giuseppe Palumbo e Massimo Semerano se ne escono con questa rivista, formato A5, dedicata ad un pubblico adulto e piena di fumettini osceno-demenziali che neanch'io so come.

L'idea del trio Brolli, Palumbo, Semerano era quella di fare un giornalino a fumetti molto trash e irriverente, chiedendo ad autori di qualità di misurarsi col fumetto di serie Z. Tra i collaboratori di Mondo Mongo figurarono anche Roberto Baldazzini, Onofrio Catacchio, Otto Gabos e gli amici Romeo Gallo e Tommaso Milella. Ne uscirono solo tre numeri pubblicati sotto l'egida della Eden, in seguito, più precisamente nel 1998, la Phoenix riprese l'idea e pubblicò altri due numeri.

Non perderò tempo per elencare le storielline raccolte in questo albo, purtroppo la maggior parte di esse, non meritano d'essere ricordate.

6 giugno 2013

TANK GIRL 5 Hippy Trippy Magazine

TANK GIRL 5 

Hippy Trippy Magazine
Anno 2  - 1996 - General Press

Già nel terzo numero si aveva netta l'impressione che la rivista languisse, forse troppo calata nei tempi, troppo anni '90, troppo alternativa, troppo aperta a realtà non italiane e forse troppo lontane. Nella metà degli anni '90 si parlava di globalizzazione, la si stava progettando, ma si era ben lontani da questo, manco c'era l'euro, e persino l'inghilterra era un paese, comunque, esotico.

C'è qualcosa che commercialmente non funziona in questa ragazzina maleducata ed eccessiva che sembra non aver trovato grandi consensi nella penisola, a differenza del suo autore, e che sembra quasi caduta nell'oblio, lasciando nella rete solo pallide tracce. Naturalmente io parlo della realtà italiana, l'unica che posso toccare con mano.
Il Magazine di Tank Girl ebbe una vita piuttosto sofferta, tutto quel suo postpunk non è che gli portasse tanto bene, io dopo questo numero, non lo trovai più nella mia edicola preferita; non me ne detti la pena di cercarlo altrove. Tutto su Tank Girl

Air Sick di Peter Milligan e Jamie Hewlett
Bzz di Sandro Staffa
Bimbo Bim uno.nove.otto.sei di Maurizio Ribichini
Tank Girl Story di Alan Martin e Jamie Hewlett

5 giugno 2013

TANK GIRL Motherfucka Magazine 4

TANK GIRL

Motherfucka Magazine 4Marzo 1996 General Press


Tra musica e cultura pop si conclude in maniera sgangherata l'Odyssea di Tank Girl che finalmente riesce a tornar tra le braccia del suo amato cangurotto.

New Entry sono Pim and Francies di Al Columbia, autore decisamente gotico e altrettanto decisamente poco noto nella penisola. Il suo Pim e Francies ha toni decisamente gotici e splatter, con una caratterizzazione che cita Disney e Cadelo.

Cercando notizie su questo autore, ho scoperto di una sua querelle nientemeno con Bill Sienkiewicz, di cui Columbia era collaboratore, e che troverete ben esposta in questo articolo imperdibile.

L'Odyssea di Peter Milligan e Jamie Hewlett
Pim and Francies di Al Columbia
Tank Girl Story di Alan Martin e Jamie Hewlett

4 giugno 2013

TANK GIRL Overdose Magazine 3

TANK GIRL

Overdose Magazine 3Febbraio 1996 General Press

Su questo numero tre prosegue l'Odyssea di Tank Girl in un crescendo di eventi surreale che sembra proprio non aver limiti e freni.

Si concludono però tragicamente, come tragicamente si sono svolte, le vicende di Martin Atchinson, giovane skinhead focomelico zeppo di odio e di complessi incapace di uscire dal vortice di rancore che si è costruito addosso e con quello trova la vendetta, ma non la redenzione.

Il Sito Ufficiale di Peter Milligan

L'Odyssea di Peter Milligan e Jamie Hewlett
Skin di Peter Milligan, Brendan McCarthy e Carol Swain
Tank Girl Story di Alan Martin e Jamie Hewlett

3 giugno 2013

TANK GIRL Alternative Magazine n°2


TANK GIRL

Alternative Magazine n°2
Anno 1 Dicembre 1995 - General Press

Nonostante gli sforzi, l'opera di Milligan ed Hewlett sembra non abbia preso molto nel cuore dei lettori italiani, nemmeno quando il secondo ha raggiunto la gloria delle platee con i Gorillaz, questi hanno sorpassato la ragazzina trasgressiva e sono entrati a piè pari nello star system mentre, lei, se n'è rimasta nei centri sociali e nella cultura della trasgressione.
L'Odyssea di Tank Girl ovviamente ricalca l'Odissea di Odisseo, ma le vicende non si susseguono così scontatamente come si potrebbe pensare. Milligan e Hewlett hanno la capaccità di abbattere molte barriere e di usare immagini e metafore con grande sapienza e attenzione, per questo la ragazzina, nonostante tutto, è diventata un'icona.


L'Odyssea di Peter Milligan e Jamie Hewlett
Skin di Peter Milligan, Brendan McCarthy e Carol Swain
Tank Girl Story di Alan Martin e Jamie Hewlett

2 giugno 2013

TANK GIRL Alternative Magazine n°1

TANK GIRL
Alternative Magazine n°1

Anno 1 Novembre 1995 - General Press

Tank Girl aveva fatto parecchio parlare di se, tanto che questi della General Press decisero di costruirci una rivista intorno; gli anni erano tra i più profiqui, c'era il grunge, il post-punk, la trasgressione del techno-trance, le love parade ed altre cosette così.
Era proprio una rivista di fine millennio, questa prima copertina la illustra molto bene, grafica colorata ed aggressiva, quasi più da fanzine che da magazine.
Su TGMag, quando si parlava di musica si parlava di Skunk Anansie, Nick Cave, Portishead, Patty Smith ecc... oppure si scriveva di internet, si progettava un futuro, oppure ci si calava in quelli che all'epoca amcora non erano Emo, ma che sempre sono esistiti come sempre sono esistiti i vampiri. Tutta la storia di Tank Girl
Questo primo numero di Tank Girl Alternative Magazine contiene
L'Odyssea di Peter Milligan, Jamie Hewlett
Skin di Peter Milligan, Brendan McCarthy, Carol Swain


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